La terra non gira

la terra non ruotaMOVIMENTI DELLA TERRA (wiki)

La Terra ruota attorno al proprio asse in 24 ore ad una velocità di 1700Km/h. La terra ruota intorno al sole a circa 108mila km/h. La nostra galassia si muove ad una velocità di 2,6 milioni Km/h.

E tutto questo senza che noi ci accorgiamo di nulla!!

COME SI DIMOSTRA CHE LA TERRA RUOTA? Pendolo di Foucault

Il primo pendolo di Foucault fu presentato al pubblico nel 1851, ed era costituito da una sfera di 30 kg sospesa alla cupola del Pantheon di Parigi con un filo lungo 68 m. In un sistema inerziale, avrebbe tracciato linee sempre nella medesima direzione, ma così non fu.

Sembra però che i moderni giroscopi smentiscano il pendolo di Foucault.

COME SI DIMOSTRA CHE LA TERRA RUOTA ATTORNO AL SOLE?

Nel 1887, Albert Abhram Michelson, ed Edward Morley effettuarono uno degli esperimenti più eclatanti della storia della fisica, un esperimento che avrebbe lasciato il segno. Nel 1924 a seguito di un nuovo esperimento si fornirono evidenze incontrovertibili: ci si trovava innanzi ad una scoperta che avrebbe rivoluzionato la società umana.

Michelson nel 1907 ricevette il Nobel per il primo esperimento, ma la notorietà acquisita non bastò ad evitare che quello del 1924, finisse, piano piano, nell’oblio…

In sintesi, l’esperimento del 1887 consistette nella misura, per mezzo di un interferometro progettato dallo stesso Michelson, delle frange di interferenza di due raggi di luce misurati prima in direzione del movimento della Terra e poi in direzione contraria.

L’esperimento si prefiggeva di misurare la “composizione” (addizione o sottrazione) della velocità della luce nell’etere con la velocità dell’osservatore.

La meccanica razionale, la classica relatività Galileiana, ci dice infatti che le velocità degli oggetti in movimento si sommano e si sottraggono a seconda del caso.

Un esempio : se da un treno in corsa a 30 Km/h lanciamo dal finestrino un’oggetto con velocità pari a 20 km/h in direzione del moto, le 2 velocità treno+oggetto andranno a sommarsi e l’oggetto, prima di perdere velocità, viaggerà a 50 km/h. L’oggetto lanciato invece in direzione contraria al moto del treno, raggiungerà in sottrazione la velocità di soli 10 km/h.

Michelson e Morley, seguirono il medesimo principio e lo utilizzarono con gli oggetti più veloci conosciuti: la Terra e un raggio di luce.

La luce possiede una velocità misurabile e quantificabile in circa 300.000 Km/s, mentre il nostro pianeta nel suo presunto moto orbitale, di circa 30 km/s.

Tra la composizione e la sottrazione delle due velocità, Terra/raggio, si sarebbe sempre dovuto riscontrare un chiaro scarto di 30 Km/s, ma il risultato fu invece sempre quasi nullo: da un quarantesimo ad un centesimo di ciò che faceva prevedere il calcolo. Il raggio viaggiava cioè sempre a 300.000Km/s senza sommarsi alla velocità della Terra.

Se il raggio era chiaramente “partito” e in moto, non si poteva più dire altrettanto della Terra che risultava immobile.

10+10 deve risultare 20. Da questa lapalissiana evidenza, non si sfugge.

La comunità scientifica alla notizia dei dati forniti rimase atterrita, sconvolta, ammutolita…

Si tentò subito di mettere in dubbio l’esperimento. Esso era stato perfezionato da Michelson e Morley dal 1881 al 1887; fu ripetuto da Morley e Miller nel 1904 e nel 1905; poi solo da Miller nel 1921. Piccard, un belga, lo ripetè a 2500m di altezza nel 1926. Fu ripreso all’università di Nizza, al laser, nel 1977.

Il risultato fu sempre confermato.

Nel 1905, giunse sul palcoscenico Albert Einstein che propose una delle teorie più paradossali mai viste nella storia della fisica. Il paradosso consisteva in questo: i dati dimostrano A, ma A è impossibile per definizione (!) quindi A deve assolutamente diventare B: per eseguir un tal gioco di prestigio ci vogliono il bastone e il cappello del prestigiatore e… un po’ di magia. Fu la nascita della relatività ristretta.

Einstein dichiarò…che l’etere non esisteva, ma in ogni caso la teoria di Einstein fu adottata dalla maggioranza degli studiosi e l’esperimento di Michelson cessò di fare problema. L’opinione sapiente accettò poco a poco questo postulato; bisognò dunque abbandonare l’idea di un mezzo reale, supporto delle onde luminose (l’etere) per giustificare questa strana costanza della velocità della luce, quale che sia la velocità propria dell’osservatore.

La sola ragione d’essere di questi paradossi, come delle acrobazie mentali incorporate alla Teoria della Relatività (contrazione delle lunghezze, allungamento del tempo con la velocità, etc…) risiede nell’esperimento di Michelson-Morley: inattaccabile nella sua realizzazione, ma “bisognava” a tutti i costi interpretarlo senza rinunciare all’eliocentrismo.”(3)

Senza voler entrare in “matematismi”, poiché con la matematica si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, si disse che alla luce, promossa a costante assoluta ed universale, non si dovevano più sommare altre velocità.

fonti: wikipedia, losai.eu

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