Delitto Mattei, un omicidio di stato

delitto mattei

Più che di “caso Mattei” oggi si deve parlare di “delitto Mattei”, perché l’inchiesta giudiziaria riaperta a Pavia fra il 1994 ed il 2004 ha dimostrato in maniera inconfutabile che l’aereo su cui viaggiava il padre-padrone dell’ENI, caduto a Bascapè (Pavia) la sera del 27 ottobre 1962, fu abbattuto da una piccola carica di esplosivo piazzata sul cruscotto. La verità era emersa la sera stessa dell’evento (testimonianze oculari dell’esplosione in cielo – dispersione dei rottami su largo raggio), ma i depistaggi attivati dalle autorità costituite e dalla Commissione d’inchiesta ministeriale nominata da Giulio Andreotti con sospetta celerità convinsero i giudici ad avallare (1964) una versione di comodo: quella dell’ avaria tecnica o dell’errore del pilota.

Oltre che nel contenzioso che lo opponeva alle SETTE SORELLE del cartello petrolifero internazionale, i moventi dell’assassinio di Mattei vanno ricercati nell’avversione dei politici statunitensi al suo terzomondismo e neutralismo in politica estera, nell’odio dei conservatori italiani per il suo progressismo in politica interna, nei timori delle autorità francesi per le mire dell’ENI sul petrolio e sul gas algerini. L’eliminazione di Mattei costituisce dunque un episodio della Guerra fredda, tant’è verso che il momento prescelto fu quello della crisi missilistica di Cuba, che richiedeva il massimo di fedeltà alle appartenenze politiche internazionali.

L’esecuzione della sentenza di morte fu delegata alla mafia di ambedue le sponde dell’oceano. Molti collaboratori di giustizia italiani hanno fatto il nome di Beppe di Cristina, boss della mafia nissena, di cui il padovano Graziano Verzotto era stato testimone di nozze nel settembre del 1960. Per avallare la finzione dell’avaria/disgrazia all’uso delle armi fu preferito il ricorso ad un sofisticato sabotaggio dell’aereo, eseguito probabilmente da un tecnico francese.

Fu Graziano Verzotto, rappresentante dell’ENI in Sicilia, ad organizzare il viaggio-trappola di Mattei in Sicilia del 26-27 ottobre 1962 sulla base di motivazioni rivelatesi prive di fondamento. Non era evidentemente nelle condizioni di negare un favore ai mafiosi e ai politici collusi con Cosa Nostra che qualche mese prima lo avevano eletto segretario regionale della Democrazia Cristiana. Appare lecito immaginare che la sua successiva e brillante carriera politico-manageriale in terra siciliana ne abbia tratto giovamento.

Anche se non hanno partecipato attivamente al complotto plurinazionale, i politici italiani con responsabilità di governo – il Presidente del Consiglio Fanfani e i ministri degli Interni Taviani e della Difesa Andreotti – hanno subito conosciuto o intuito la verità, prestandosi in compenso ad assecondare le operazioni di occultamento attivate da diversi soggetti istituzionali.

Il posto di Mattei al vertice dell’ENI fu preso da Eugenio Cefis, che mutò di 180 gradi la politica energetica del colosso chimico, adeguandosi alle direttive delle multinazionali del petrolio e di alcuni governi stranieri.

Segreti di Stato

A – Nei vent’anni successivi alla morte di Mattei molti soggetti – giornalisti, giudici, esponenti delle forze dell’ordine – hanno pagato con la morte una eccessiva curiosità nei confronti dei retroscena della tragedia di Bascapè o il tentativo di fare un uso spregiudicato delle conoscenze in loro possesso. Da ricordare, fra gli altri, il giornalista Mauro De Mauro (1970) e lo stesso Graziano Verzotto, il cui tentato sequestro di persona (1 febbraio 1975) avrebbe dovuto concludersi con la sua eliminazione fisica, in modo da precludergli le rivelazioni minacciato qualche giorno prima al momento di lasciare la presidenza dell’Ente minerario siciliano, travolto da uno scandalo finanziario.

B – L’organizzatore dell’agguato siracusano a Verzotto si chiamava Berardino Andreola e vantava un servizio militare prestato nel 1944-45 nelle file della fascista Repubblica sociale italiana. Nel suo prossimo libro – intitolato L’omicidio Feltrinelli – l’autore intende dimostrare come costui, travestitosi da maoista, fosse riuscito ad infiltrarsi nell’entourage dell’editore milanese Giangiacomo Feltrinelli, che aspirava a ricoprire il ruolo di Che Guevara italiano. La sua tragica morte il 14 marzo 1972, ai piedi di un traliccio dell’alta tensione in quel di Segrate (MI), archiviata dai magistrati come fortuito incidente dinamitardo,  fu la conseguenza della volontaria manomissione dell’orologio impiegato come timer da parte di questo fanatico fascista esperto nellìuso degli esplosive ed abile nell’assumere false identità.

Per approffondire queste tematiche, puoi leggere il nuovo libro di Egidio Ceccato, intitolato: IL DELITTO MATTEI. Un assassinio politico della Guerra fredda camuffato da incidente aereo. Si tratta di un’auto-pubblicazione di 231 pagine, reperibile presso l’autore o acquistabile su web tramite “Amazon libri

L’autore

In oltre trent’anni di ricerche l’autore – un ex insegnante di lettere domiciliato a Camposampiero (PD) – ha pubblicato una trentina fra saggi e libri di storia. Temi prevalenti: storie locali, vicende della Resistenza veneta e, da ultimo, alcuni dei grandi “misteri” della recente storia italiana

 

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